Comunicazioni agli alunni

Data: 17/03/2010

I° MARZO 2010

"Genova, vecchi e nuovi cittadini, grazie mille per essere venuti qui stasera! Prima di salire su questo palco mi chiedevo cosa potevo dirvi che voi non sapevate già. Ho pensato che posso parlarvi della mia esperienza, ho pensato di dare la mia personale idea sulla società italiana, sulla costruzione della pace e sul suo miglioramento e in particolare sul tema dell'immigrazione.
Ma sono sicura che se voi siete qui è perchè avete capito che oggi viviamo in un clima di razzismo istituzionale che colpisce pesantemente tutti gli immigrati. Non sono qui per elencare le discriminazioni che loro subiscono. Questo non porta da nessuna parte. Ma proveniendo dall'Albania, posso solo dirvi che i comportamenti di razzismo nei confronti di alcuni di loro sono una cosa che mi addolora molto!
Sono contenta che ci sono moltissimi italiani che hanno capito che se oggi esistono delle leggi ingiuste che colpiscono una parte della società domani l'attenzione può spostarsi su altri...
Per questo siamo qui, perché vogliamo dire no al razzismo. Più dura questa situazione più si rafforzano e prendono potere coloro che alimentano la xenofobia. Più queste persone prendono potere, più aumenta il rischio di instabilità!
Noi apprezziamo alcuni rappresentanti politici italiani che promuovono alcune iniziative che favoriscono l'integrazione. Ma noi abbiamo bisogni di più azioni; specialmente di azioni più coerenti con i loro obiettivi. Purtroppo, ci sono molti altri politici che pensano di risolvere i problemi dell'immigrazione, terrorizzando le persone e alzando dei muri nei confronti degli immigrati, emanando delle normative come la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che appesantiscono la vita degli immigrati, generando anche tantissimi precari.
Quindi cosa bisogna fare? Noi come Comitato genovese siamo giunti alla conclusione che gli italiani non devono voler bene agli immigrati ma devono trovare un sistema di relazioni che consenta gl uni e gli altri di convivere pacificamente traendo da questa convivenza il maggior bene possibile con i minor costi possibili. Si tratta di riconoscere i diritti degli immigrati e far sì che questi diritti, intrecciandosi con i doveri incontrino un sistema condiviso di cittadinanza.
Ma noi abbiamo bisogno di qualcosa di più; la vera pace la raggiungeremo solo se riusciamo ad abbattere tutti i luoghi comuni; solo se rompiamo i muri dentro i nostri cuori..
Genovesi, come cittadini globali, noi viviamo in un mondo interconnesso; noi abbiamo responsabilità ad agire. In un mondo globalizzato i giochi sono chiari, o perdiamo o vinciamo tutti insieme. Conviene però unire le nostre forze e azioni per lavorare insieme per la realizzazione di un' Italia migliore!
Grazie a tutti."
INA CELA -GENOVA PIAZZA MATTEOTTI




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